In cerca della superofferta, ma di qualità: così la generazione Z cambierà i consumi

Sara Bracchetti

27 Dicembre 2023 - 12:32

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Sarà lei a risollevare l’economia del mondo, modernizzando modalità di acquisto obsolete. Nessuno spazio al compromesso: il "prezzo" non è l’unico criterio, da bilanciare piuttosto con il "valore" e la sostenibilità.

In cerca della superofferta, ma di qualità: così la generazione Z cambierà i consumi

Saranno loro a risollevare l’economia del mondo. Se ancora avevate dubbi, se non credevate appieno a quanto indicava la strada intrapresa da Bellinzona, ecco la dichiarazione ufficiale: la generazione Z guiderà i consumi e li riporterà a galla. Attenzione, però: non solo per la disponibilità finanziaria dei nati fra il 1997 e il 2012, ben diversa dagli analoghi predecessori, con un potere di spesa di 450 miliardi di dollari; ma anche per la maniera, oculata ma esigenze, con cui acquistano. Indugiano più a lungo in un’attitudine che, neanche a dirlo, si avvale in misura importante del commercio online; mettono a confronto negozio reale e virtuale, in cerca dell’offerta migliore; si soffermano sulle recensioni e le soppesano al pari della qualità e del prezzo; non da ultimo, pretendono sostenibilià, con un’attenzione al benessere e al futuro del mondo che, più di altri, è il loro segno distintivo.

Uno stipendio entry-level da freelance

Hanno soldi, sono disposti a spenderli anche in periodi di incertezza, ma anche per questo sono ponderati; meditano prima di giungere a una decisione. Una selezione che è esito della fatica con cui aspirano a un reddito adeguato: il denaro è infatti una preoccupazione quotidiana per molti Gen Z, soprattutto in questo momento. La maggior parte di loro, infatti, percepisce ancora stipendi entry-level, che difficilmente fanno bene i conti con inflazione e costo della vita, prezzi degli affitti e debito studentesco.

Tanti straordinari e un secondo lavoro

Tuttavia, non rinunciano così facilmente ai propri desideri. Trovano il modo per realizzarli, a costo di straordinari, programmi di reddito passivo, attività secondarie o occupazioni aggiuntive. Secondo un sondaggio IBM condotto su 20mila consumatori americani, di cui la BBC ha dato conto, il 53% della generazione Z svolge un lavoro freelance: un numero superiore a qualsiasi altro gruppo di età intervistato, afferma Joe Dittmar, leader del settore della vendita al dettaglio, vicepresidente e partner di IBM Consulting.

Il vantaggio di essere nativi digitali

Il fatto che stiano impiegando così tanto tempo per guadagnare denaro extra può alimentare la loro estrema discrezione su come spenderlo, afferma Dittmar, membro del consiglio di amministrazione della National Retail Foundation. A loro favore, giocano però modi nuovi per la ricerca dei prodotti cui aspirano: nativi digitali, possono fare affidamento su diverse strategie di acquisto, così da ricavarne vera soddisfazione.

Dotati di pazienza e capacità di rinuncia

«La generazione Z è davvero esperta nello spostarsi tra il telefono, le app, il sito web, il negozio e viceversa, e ancora e ancora per capire: "Cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Quando lo otterrò?"», conferma Tamara Charm, partner di McKinsey & Company. A differenza degli acquisti impulsivi, questo tipo di consumo richiede pazienza, precisa Charm, sottolineando come la Generazione Z sia pacificamente disposta a ritardare gli acquisti finché non ne abbia veramente bisogno o non trovi l’offerta migliore, ponderando però tutti gli aspetti: il prezzo è solo uno dei tanti.

Nessun compromesso sulla qualità

Rigorosi anche gli standard adottati: sebbene alla ricerca del prezzo migliore, la generazione Z non accetta di scendere a compromessi sulla qualità. Il rapporto di McKinsey & Company mostra anzi come sia l’unica a considerare la qualità più importante del prezzo; per questo, tiene in considerazione rilevante le recensioni e, sopratutto, ne lascia, così da aiutare il prossimo consumatore.

Il potere del marchio non basta più

Dittmar concorda sul fatto che per loro «la qualità è fondamentale: se il tuo prodotto non è all’altezza della qualità, non ti daranno una seconda possibilità». Fine del potere del marchio, in un certo senso: ai giovani non basta, se non soddisfa i criteri di una generazione disposta a rompere le abitudini e a correre rischi. «Non stanno andando solo in un posto - precisa Dittmar - Stanno sperimentando».

Il futuro della vendita al dettaglio

Così, man mano che la Gen Z inizierà a esercitare un maggiore potere economico, le sue preferenze e i suoi comportamenti inizieranno a cambiare il panorama della vendita al dettaglio. E se i marchi vogliono essere in grado di catturare i soldi di questa generazione esigente, dovranno evolversi di pari passo. «Vediamo solo che il sentimento dei consumatori aumenta di importanza riguardo all’acquisto da aziende autentiche, all’acquisto da aziende trasparenti, all’acquisto da aziende responsabili», afferma Charm.

I due must: qualità e sostenibilità

Gli appartenenti alla Generazione Z hanno a cuore che i prodotti che acquistano siano realizzati e gestiti in modo sostenibile e che le aziende da cui acquistano siano impegnate in azioni positive per il clima, concorda Charlie Reed, responsabile della sostenibilità globale presso Intuit. «Questa generazione sta adottando misure personali per ridurre il proprio impatto ambientale. Se vedono che i loro acquisti non sono in linea con questo, allora spingeranno per un’opzione migliore».

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