Elon Musk vuole Twitter a tutti i costi. Ma a Wall Street il titolo chiude in rosso

Chiara De Carli

15/04/2022

15/04/2022 - 14:57

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Nei giorni scorsi l’uomo più ricco del mondo e ceo di Tesla era diventato il primo azionista del social network. Nelle scorse ore ha proposto un’offerta da 54,30 dollari per azione, ma la Borsa e gli azionisti di Twitter non sembrano esserne entusiasti.

Elon Musk vuole Twitter a tutti i costi. Ma a Wall Street il titolo chiude in rosso

Dopo l’acquisto di più del 9% del capitale di Twitter, Elon Musk spiazza tutti e annuncia di voler accaparrarsi il 100% della piattaforma social. L’intento è di ritirarla dal lisitino di borsa. Stando alla Cnbc l’uomo più ricco del mondo avrebbe offerto 54,20 dollari per azione; oggi un’azione ne vale 45. Per Musk infatti – in base a quanto si legge sul documento inviato all’ente statunitense proposto alla vigilanza della borsa Sec – consiste in un’offerta “migliore e definitiva” per una società che a suo avviso ha un “potenziale straordinario” da valorizzare e sbloccare.
Acquistando Twitter, Elon Musk aggiungerebbe alla lista dei suoi titoli anche quello di patron dei social media. Il ceo di Tesla ha messo sul piatto quasi 43 miliardi di dollari per privatizzare Twitter e toglierla definitivamente da Wall Street. E si dice disposto a pagare il premio del 54% rispetto al prezzo di chiusura del 28 gennaio e uno del 38% su quello del 1° aprile.

Mossa inaspettata

Una mossa a sorpresa che si palesa solo dopo aver annunciato di non voler entrare a far parte del consiglio d’amministrazione, per non metterci troppo il becco. Sarà vero? Nel frattempo lancia tweet provocatori in cui sostiene un potenziale inespresso della piattaforma e di volerla trasformare nella “piattaforma della libertà di espressione” per antonomasia.

Documento inviato alla Sec

«Credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante. – scrive Musk nel documento inviato alla Sec – Ma con il mio investimento ho realizzato che la società non può né prosperare né servire questo imperativo nella sua forma attuale. Twitter deve essere trasformata». E sottolinea di non aver «fiducia nel management».

Proposta al vaglio del cda

La proposta intanto è al vaglio dal cda di Twitter. Nei giorni scorsi i dipendenti del social network si erano lamentati circa le frasi condivise dall’account di Musk. Stando alle ricostruzioni, hanno messo in dubbi i valori del ceo di Tesla che sembrano non combaciare con quelli di Twitter.

Il cda intanto si riserva di esaminare l’offerta e di decidere nell’interesse di tutti gli stakeholder. E il principe saudita Talal Alwaleed, azionista di Twitter, ha bocciato l’iniziativa, poiché non riflette neanche lontanamente il «valore intrinseco» della società.
Dal canto suo Musk, qualora l’offerta dovesse venir rifiutata, minaccia di rivedere il suo ruolo all’interno dell’azienda.

Risposta incerta a Wall Street

Se inizialmente, in seguito all’offerta di Musk, il titolo di Twitter a Wall Street ha risposto positivamente nel corso della giornata di ieri è passato di mano puntando al negativo, chiudendo in ribasso dell’1.68%. La piazza finanziaria e i suoi investitori mettono in dubbio la bontà del suo intento.

Le incognite

Come farà Musk a finanziare l’operazione? Secondo gli esperti per ottenere finanziamenti e prestiti dalle banche potrebbe utilizzare i titoli Tesla. Ma è ancora tutto da vedere, perché sarebbe costretto a fare i conti con le limitazioni imposte dalla casa di auto elettriche sull’affidamento delle quote come garanzia. Secondo le stime, avrebbe bisogno di un finanziamento tra i 15 e i 20 miliardi.

In dubbio la strategia

L’altro dubbio è la strategia che Musk ha in testa per Twitter. L’ipotesi ventilata qualche settimana fa di un abbonamento a due dollari al mese non piace agli osservatori e soprattutto ci vorrebbero anni prima che si mostri proficua.

Sondaggio di Musk

Intanto Musk non è più il primo azionista della società. Il fondo Vanguard, uno dei più grandi al mondo, ha acquistato quote per il 10%, al fine di difendere il social network dalla scalata di Musk. Nell’attesa che arrivi la decisione del cda, Musk lancia un sondaggio dal suo account: «Privatizzare Twitter a 54,20 dollari ad azioni dovrebbe essere una decisione degli azionisti non del consiglio di amministrazione. Sì o no?». Attualmente i «Sì» sono in schiacciante vantaggio, con oltre l’80% dei voti.

E avverte il cda sui doveri verso gli azionisti: “Il consiglio di amministrazione di Twitter avrebbe una enorme responsabilità nel caso in cui infrangesse i doveri fiduciari agendo contro gli interessi degli azionisti”, rispondendo a chi gli chiedeva un commento su una possibile poison pill per fermare la sua scalata all’interno della società.

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