Cop27, Cassis ammonisce i Paesi del G20 sul loro impegno: «La crisi energetica non sia una scusa»

Chiara De Carli

8 Novembre 2022 - 10:14

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Durante la cerimonia di apertura, il presidente della Confederazione ha rinnovato l’impegno da parte della Svizzera nel rispettare gli obiettivi climatici. Ha chiesto più impegno da parte dei Paesi del G20 e ha invitato a supportare le nazioni in via di sviluppo.

Cop27, Cassis ammonisce i Paesi del G20 sul loro impegno: «La crisi energetica non sia una scusa»

«Senza sforzi da parte dei Paesi membri del G20 - che rappresentano l’80% delle emissioni globali - non possiamo limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C». Sono queste le parole con cui ha esordito il presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, nel suo discorso tenuto lunedì 7 novembre in occasione della cerimonia d’apertura della 27esima Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici (Cop27) a Sharm el Sheikh, in Egitto. «Il cambiamento climatico è una sfida enorme – ha sottolineato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) – Quest’anno ha lasciato dietro di sé una terribile devastazione, sia durante le inondazioni in Pakistan, sia durante le ondate di caldo e siccità che hanno colpito la Svizzera e il resto del continente europeo». Il presidente della Confederazione ha quindi ribadito l’intenzione della Svizzera di mantenere obiettivi climatici stabili, nonostante la crisi energetica in corso. «La Svizzera – ha detto – si impegna a mantenere i suoi obiettivi, vale a dire: dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 e puntare alla neutralità climatica al più tardi entro il 2050».
Ha poi ribadito il proprio sostegno agli ambiziosi impegni dell’agenda della Cop27, tra cui la presentazione di un calendario concreto e chiaro di disinvestimento dai combustibili fossili per tutti i Paesi. Si è inoltre schierato a favore di un programma di lavoro che miri ad accelerare le politiche climatiche nei diversi Paesi e a rafforzare gli sforzi nei settori dell’adattamento, dello sviluppo e dell’aiuto umanitario a livello globale.

Appoggiare i Paesi in via di sviluppo

Nel suo discorso, Cassis non ha dimenticato di parlare dei Paesi in via di sviluppo: «I Paesi che ne hanno bisogno devono ricevere il sostegno finanziario necessario per realizzare questa transizione e tutti coloro che ne hanno le capacità devono dare il loro contributo». Il rafforzamento finanziario di questi Paesi è necessario per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. La Svizzera, previa approvazione da parte del Parlamento, verserà 155,4 milioni di franchi al Fondo mondiale per l’ambiente, 11,8 milioni di franchi allo Special Climate Change Fund (Sccf) e 16 milioni di franchi al Least Developed Countries Fund (Ldcf) nel corso dei prossimi quattro anni. Questi due ultimi fondi si concentrano sulle misure di adattamento nei Pma e nei Sids. Inoltre, il nostro Paese verserà altri 8 milioni di franchi al programma di finanziamento dell’assicurazione contro le calamità naturali (Disaster Risk Financing and Insurance, DRFI) della Banca Mondiale per rafforzare la resilienza degli Stati partner. La Confederazione contribuirà poi con 4 milioni di franchi alla Climate Risk and Early Warning Systems Initiative (Crews), che prevede un meccanismo di finanziamento in risposta ai bisogni dei Pma e dei Sids. Questo importo si aggiunge al contributo attuale di 9 milioni di franchi a favore dello sviluppo di sistemi di allerta precoci per tutti.
«Ciò dimostra l’impegno della Svizzera nei confronti dei paesi in via di sviluppo. Desidero sottolinearlo ancora una volta: la Svizzera è convinta che tutti i Paesi che ne hanno la capacità debbano sostenere i Paesi che più soffrono a causa del cambiamento climatico», ha concluso.

Incontri bilaterali

A margine della Conferenza, il presidente della Confederazione ha firmato un accordo bilaterale sul clima con Leila Benali, la ministra della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile del Marocco. Ha inoltre partecipato a una tavola rotonda sul tema della sicurezza alimentare.

Si è poi intrattenuto con la nuova premier italiana Giorgia Meloni, il nuovo primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak, il nuovo primo ministro della Svezia Ulf Kristersson, il primo ministro dell’Autorità Palestinese Mohammad Shtayyeh, ma anche con il presidente della Slovenia Borut Pahor, il presidente rumeno Klaus Iohannis e il presidente di Israele Isaac Herzog.
Durante la seconda settimana della Conferenza, i ministri dell’ambiente si incontreranno per discutere ad alto livello politico. La consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec), rappresenterà la Svizzera all’incontro. La 27a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si concluderà il 18 novembre.

Fotografia: UNFCCC flickr

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