Accordo fiscale sui frontalieri italiani: il Senato ratifica l’intesa

Chiara De Carli

01/02/2023

02/02/2023 - 09:41

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A margine dell’approvazione dell’intesa, il Senato ha dato il via libera all’ordine del giorno firmato da Alessandro Alfieri (Pd) in merito al telelavoro dei dipendenti frontalieri.

Accordo fiscale sui frontalieri italiani: il Senato ratifica l'intesa

Con 142 voti favorevoli, 1 contrario e nessun astenuto, mercoledì primo febbraio, il Senato italiano ha approvato i ddl di ratifica degli Accordi Italia-Svizzera sui lavoratori frontalieri e le doppie imposizioni. Ora la palla passa al Parlamento.
Nel disegno di ratifica sono state inserite le condizioni migliorative promosse dall’azione dei sindacati. Le richieste accolte riguardano l’innalzamento della franchigia a 10 mila euro, la non imponibilità degli assegni familiari svizzeri, la piena deducibilità dei contributi sociali obbligatori versati in Svizzera. Inoltre, gli attuali frontalieri manterranno a vita la tassazione esclusiva del reddito imponibile in Svizzera. Nel disegno di legge è stata inserita la richiesta di una Naspi speciale per i frontalieri: nel caso in cui perdano il lavoro, percepiranno importi più elevati rispetto a una normale indennità di disoccupazione italiana.

Avvio dei negoziati per il telelavoro

Il Senato ha poi approvato un ordine del giorno che impegna il governo ad "ad adottare tutte le misure di propria competenza al fine di avviare con urgenza negoziati con il Governo della Confederazione svizzera, volti a disciplinare il ricorso al telelavoro da parte dei lavoratori frontalieri in ragione dell’imminente scadenza del precedente Accordo amichevole".. Il governo italiano sembra dunque intenzionato ad accettare la tassazione agevolata anche in caso di telelavoro.

Previsto un bonus per chi lavora nella fascia di confine

Lunedì sera, il senatore leghista Stefano Candiani direttamente dai banchi del Senato aveva annunciato che una volta che il nuovo accordo arriverà alla Camera per essere votato, sarà inserito un emendamento che riguarda una sorta di premio per i lavoratori che rimangono a lavorare nella regione di frontiera italiana. Zone in cui, a causa dell’elevata attrattività salariale svizzera, la forza lavoro è sempre più risicata. Questo sistema potrebbe disincentivare nuovi flussi di frontalieri. Una misura integrativa alla tassazione prevista per i "nuovi frontalieri" che nel 2025 frutterà allo Stato Italiano un gettito da 1,6 milioni, destinato a salire a 221 milioni di euro nel 2044. Idealmente, questi soldi saranno ripartiti sugli stipendi dei lavorati presenti nei comuni di frontiera. L’idea sarà portata avanti, insieme ad altri deputati del Varesotto.

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