Riscatto della cassa pensioni (2° pilastro): la guida in 6 passi per colmare le lacune e pagare meno imposte

Claudio Galli

3 Agosto 2026 - 19:12

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Il versamento volontario nella cassa pensioni è una delle poche mosse che abbassa subito il reddito imponibile: ecco quanto puoi versare (lo dice il tuo certificato), quanto risparmi di imposte, la regola dei tre anni prima di poter ritirare il capitale e perché conviene scaglionare i riscatti negli anni che precedono la pensione.

Riscatto della cassa pensioni (2° pilastro): la guida in 6 passi per colmare le lacune e pagare meno imposte

Chi lavora in Svizzera ha spesso una lacuna nella cassa pensioni senza saperlo: anni di studio, un periodo all’estero, il tempo parziale dopo la nascita di un figlio o anche solo una serie di aumenti di stipendio lasciano un buco nel 2° pilastro. Colmarlo con un versamento volontario — il riscatto — è uno dei pochissimi strumenti che permettono, in modo perfettamente legale, di aumentare la pensione futura e allo stesso tempo di ridurre le imposte dell’anno in corso. Questa guida spiega, passo per passo, come funziona, quanto si può versare davvero e quali trappole evitare.

1. Cos’è il riscatto e perché conviene

Il riscatto (in tedesco italicoEinkauf) è un versamento facoltativo di capitale nella previdenza professionale — il 2° pilastro del sistema svizzero dei tre pilastri — per colmare le lacune contributive accumulate negli anni. Non è obbligatorio: lo si fa quando conviene.

I vantaggi sono due, ed entrambi immediati. Primo: l’importo versato è interamente deducibile dal reddito imponibile, sia per l’imposta federale diretta sia per quella cantonale e comunale. In un colpo solo si abbassa la base su cui il fisco calcola quanto dovete. Secondo: quel capitale entra nella cassa pensioni e non conta come sostanza ai fini dell’imposta patrimoniale, mentre gli interessi che matura restano esenti fino al prelievo. A questo si aggiunge il beneficio previdenziale vero e proprio: una rendita di vecchiaia più alta e, a seconda del regolamento, una migliore copertura in caso d’invalidità o decesso.

2. Quanto puoi versare davvero: guarda il certificato

L’importo massimo che potete riscattare — il potenziale di riscatto — è indicato nero su bianco sul certificato della cassa pensioni, il documento che ricevete una volta l’anno. Corrisponde alla differenza tra il capitale di previdenza che avete effettivamente accumulato e quello che avreste avuto se foste sempre stati assicurati all’attuale salario. Se non trovate la voce, la vostra cassa pensioni ve la calcola su richiesta.

Prima di versare, però, servono alcune condizioni:

  • dovete avere un reddito soggetto all’AVS sia nell’anno del versamento sia negli anni che intendete colmare;
  • se in passato avete fatto un prelievo anticipato per la casa (la cosiddetta promozione della proprietà d’abitazione), dovete prima rimborsarlo integralmente: finché il prelievo non è restituito, il riscatto non è deducibile;
  • chi si è trasferito in Svizzera dall’estero e non è mai stato prima in una cassa pensioni svizzera, nei primi cinque anni può riscattare al massimo il 20% del salario assicurato all’anno.

È lo stesso capitale che poi seguirà regole precise quando cambiate lavoro e il 2° pilastro si sposta: vale la pena avere il quadro completo prima di muovere cifre importanti.

3. Quanto si risparmia: un esempio ticinese

Poiché in Svizzera le imposte sono progressive, il risparmio dipende dalla vostra italicoaliquota marginale, cioè dall’imposta che graverebbe sull’ultimo franco di reddito. Più alto è il reddito, più il riscatto rende in termini fiscali. In Ticino, per i redditi medio-alti, l’aliquota marginale combinata (federale, cantonale e comunale) si colloca in genere tra il 25% e il 40% circa.

Un esempio concreto. Marco, di Lugano, ha un reddito imponibile di 110’000 CHF e un’aliquota marginale attorno al 30%. Versa 20’000 CHF di riscatto: il suo reddito imponibile scende a 90’000 CHF e il risparmio d’imposta di quell’anno è di circa 6’000 CHF. In pratica, un quinto della somma versata gli torna indietro sotto forma di minori imposte — e il resto lavora per la sua pensione.

Ecco come cambia il risparmio, su un riscatto di 20’000 CHF, al variare dell’aliquota:

Aliquota marginale Risparmio su 20’000 CHF
20% circa 4’000 CHF
30% circa 6’000 CHF
40% circa 8’000 CHF

Le cifre sono indicative: l’importo esatto dipende dal Comune di domicilio e dalla situazione personale. Prima di versare, fate i conti con il italicocalcolatore d’imposta del Cantone o con un simulatore come Comparis.

4. La regola dei tre anni: attento se pensi di ritirare il capitale

È la trappola più pericolosa. Dopo un riscatto scatta un blocco legale di tre anni: entro questo termine le prestazioni non possono essere ritirate sotto forma di capitale. Se lo fate, il fisco annulla retroattivamente la deduzione e vi chiede indietro le imposte risparmiate. Il blocco non riguarda solo la somma riscattata, ma l’intero avere della cassa pensioni.

Attenzione: la regola vale per il prelievo in capitale (il ritiro in un’unica soluzione), non per la rendita. Chi al pensionamento incassa una rendita mensile non è toccato. Il problema riguarda soprattutto chi conta di prelevare il capitale — per andare in pensione con una liquidazione, o per finanziare la casa. La conseguenza pratica è una sola: l’ultimo riscatto va fatto almeno tre anni prima di qualsiasi prelievo in capitale.

5. La strategia: scaglionare negli anni prima della pensione

Proprio per via della progressività e della regola dei tre anni, il riscatto rende di più se spalmato su più anni anziché versato tutto in una volta. La finestra ideale sono gli ultimi cinque-dieci anni prima della pensione: è il periodo in cui il reddito — e quindi l’aliquota marginale — è spesso al massimo, e in cui il risparmio fiscale pesa di più.

Scaglionare permette anche di sfruttare più anni fiscali a piena progressione, invece di "sprecare" una parte della deduzione con un unico versamento enorme. E se al pensionamento prevedete di ritirare il capitale, potete a vostra volta frazionarne il prelievo su due anni fiscali per alleggerire l’imposta sulla liquidazione — in Ticino il capitale della previdenza è tassato separatamente e con un’aliquota agevolata. È un incastro che vale la pena pianificare per tempo, meglio con un consulente previdenziale.

6. Gli errori da evitare (e dove fare i conti)

Alcune cose da tenere a mente prima di firmare:

  • non versate se prevedete un prelievo in capitale entro tre anni: il vantaggio fiscale si perde;
  • rimborsate prima gli eventuali prelievi fatti per la casa, altrimenti il riscatto non è deducibile;
  • ricordate che il capitale riscattato è vincolato fino alla pensione: è previdenza, non un salvadanaio a cui attingere;
  • se non avete ancora saturato il italicopilastro 3a, valutate se conviene prima quello: la nostra guida al pilastro 3a aiuta a decidere l’ordine delle priorità;
  • controllate il grado di copertura della vostra cassa pensioni: versare capitale in un fondo in difficoltà è un rischio da soppesare.

Per i numeri esatti rivolgetevi alla vostra cassa pensioni (per il potenziale di riscatto) e al calcolatore d’imposta cantonale o a un consulente per il risparmio fiscale.

La checklist finale

  • Richiedi il certificato e leggi la voce "potenziale di riscatto".
  • Verifica di aver rimborsato eventuali prelievi per la casa.
  • Stima il risparmio d’imposta con la tua aliquota marginale.
  • Non versare se prevedi un ritiro in capitale entro tre anni.
  • Scagliona i riscatti sugli anni a reddito più alto prima della pensione.

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# Ticino

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