Più servizi digitali in Svizzera? La popolazione è favorevole, ma restano dubbi sulla sicurezza

Redazione

24/01/2022

24/01/2022 - 16:01

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Il 38% della popolazione è diventato più disponibile a utilizzare i servizi digitali del Governo durante i mesi della pandemia. Lo rivela lo studio condotto da Deloitte.

Più servizi digitali in Svizzera? La popolazione è favorevole, ma restano dubbi sulla sicurezza

Lo studio si è svolto nel settembre 2021. Deloitte ha condotto un’indagine rappresentativa su 1.000 persone di età compresa tra i 18 e gli 81 anni provenienti da aree urbane e rurali nelle aree di lingua tedesca, francese e italiana parti del paese.

Nonostante il 21% degli intervistati ha dichiarato di aver poca fiducia nei servizi digitali, la stragrande maggioranza degli svizzeri interpellati continua a desiderare offerte digitali standardizzate in tutto il Paese, meglio se fornite dal Governo e non da società private.
Molti intervistati si sono dichiarati aperti a utilizzare nuovi servizi digitali: ad esempio, l’84% vorrebbe votare elettronicamente.
Le autorità ora devono trovare soluzioni digitali efficienti e di facile utilizzo che rispondano anche alle preoccupazioni del pubblico in merito al rischio informatico e alla sicurezza dei dati.

Effetto Covid-19

La pandemia di COVID si sta rivelando un catalizzatore per la digitalizzazione. Dall’inizio della pandemia, i cittadini svizzeri non hanno utilizzato solamente lo shopping online e l’e-banking. Secondo il sondaggio di Deloitte, gli svizzeri utilizzano sempre di più anche i servizi pubblici digitali. Il 38% dei 1000 intervistati residenti in Svizzera ha sviluppato in questo periodo una maggiore apertura ai servizi di e-government. Allo stesso tempo, tuttavia, il 21% degli intervistati afferma che la propria fiducia nei servizi digitali forniti dal governo è diminuita, molto di più rispetto al sondaggio prodotto da Deloitte lo scorso anno (7%).

La riflessione degli esperti

"La pandemia ha cambiato notevolmente il comportamento e le aspettative della popolazione nei confronti dei servizi online", spiega Rolf Brügger, direttore del governo e dei servizi pubblici di Deloitte Svizzera. "Il desiderio di più servizi digitali da parte delle autorità pubbliche e la volontà di utilizzarli è aumentato. Tuttavia, mentre i servizi digitali stanno diventando più popolari, sempre più persone sono preoccupate per i potenziali rischi, soprattutto quando si tratta di sicurezza informatica e protezione dei dati".

Meno tempo e più flessibilità

Gli intervistati vedono vantaggi di vasta portata nei servizi pubblici digitali. Oltre ai vantaggi della semplicità (68%) e del self-service (68%), i motivi principali per l’utilizzo dei servizi pubblici digitali sono il risparmio di tempo (72%), la flessibilità geografica (72%) e la flessibilità di orario (75%). Solo una percentuale relativamente piccola di circa l’8% in media non vede alcun valore aggiunto nei servizi digitali forniti dalle autorità pubbliche. "La popolazione è consapevole e apprezza molto i numerosi vantaggi di un passaggio digitale", afferma Rolf Brügger. "Le persone vogliono poter interagire con le autorità, proprio come fanno banking e shopping online. I servizi digitali devono essere facili e veloci da ottenere, anche da smartphone".

Standard governativo

Come nel sondaggio dell’anno scorso, una netta maggioranza (73%) vorrebbe vedere servizi standardizzati forniti dalle autorità in tutta la Svizzera. Inoltre, l’86% degli intervistati desidera che questi servizi digitali siano forniti da un’agenzia statale e non da società private.
Una netta maggioranza delle persone intervistate vorrebbe nuovi servizi che vadano oltre i servizi di e-government che già conoscono e utilizzano. Ad esempio, l’84% afferma di voler ordinare il passaporto o la carta d’identità digitalmente, senza doversi recare all’ufficio passaporti.

Inoltre, i referendum sono una parte importante del rapporto tra la popolazione e lo Stato, soprattutto in Svizzera. L’indagine Deloitte mostra che c’è anche una richiesta di maggiore digitalizzazione in questo settore. L’84% degli intervistati afferma di voler esprimere il proprio voto elettronicamente. Ad aprile di quest’anno il Consiglio federale ha deciso di rivedere la base giuridica del voto elettronico.

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