Il Napoli è campione d’Italia per la terza volta. È festa no stop in città

Matteo Casari

05/05/2023

05/05/2023 - 12:02

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La squadra partenopea ha conquistato la Serie A 2022/2023 con 5 giornate di anticipo, culminando una stagione indimenticabile.

Il Napoli è campione d'Italia per la terza volta. È festa no stop in città

Il Napoli è campione d’Italia per la terza volta nella sua storia. Il club partenopeo riesce nell’impresa di vincere uno scudetto con una delle stagioni più dominanti di sempre, infrangendo numerosi record e offrendo un calcio divertente e spettacolare.
La città è stata subito inondata dai festeggiamenti, interrompendo il digiuno dei tifosi che durava da ben 33 anni.

Terzo scudetto per il Napoli

Il risultato era già prevedibile da diverse settimane, probabilmente da mesi, ma ora è diventato realtà: il Napoli è campione d’Italia per la stagione 2022/2023. Grazie al pareggio maturato a Udine giovedì sera, la compagine azzurra ottiene la matematica certezza del primo posto, staccando di 16 punti la Lazio seconda.
Il Napoli diventa così soltanto la quinta squadra in 121 edizioni della Serie A a vincere il titolo con ben 5 giornate di anticipo. Un epilogo più che meritato per la squadra senza dubbio più forte del campionato italiano, che ha offerto una continuità di risultati impressionante, perdendo soltanto tre partite e guidando sia la classifica del miglior attacco (69 gol fatti) sia quella della miglior difesa (23 gol subiti).

Il calcio più bello d’Europa

Ciò che renderà il trionfo del Napoli di quest’anno immortale è certamente la qualità del gioco messa in campo e lo show offerto ai tifosi. In ogni singola partita la formazione partenopea ha tenuto il pallino del gioco, attaccando gli avversari senza sosta, cercando velocemente il recupero del pallone e segnando reti spettacolari, spesso finalizzando azioni corali.
Questo Napoli è stato una gioia per gli occhi non solo per i propri tifosi, ma per qualunque appassionato di calcio. L’impresa dell’allenatore Luciano Spalletti è infatti stata riconosciuta in ambito internazionale, avendo ricevuti numerosi complimenti dai più vincenti CT in attività, come Pep Guardiola e Jürgen Klopp. Gli azzurri hanno infatti compiuto un impressionante cammino europeo in Champions League, salvo poi essere eliminati dal Milan ai quarti di finale.

Dai bassifondi al settimo cielo

Uno dei principali artefici del successo azzurro è stato sicuramente il presidente Aurelio de Laurentiis. Il magnate dell’industria cinematografica ha rilevato il club nel 2004, dopo il fallimento della società e la retrocessione in Serie C. Da lì, dopo anni di ricostruzione, risalita e anche grandi delusioni, quasi 20 anni dopo il suo Napoli è sulla vetta d’Italia.
E pensare che il patron era stato criticato per aver “smantellato” la squadra d’estate, lasciando partire alcuni tra i giocatori simbolo degli ultimi anni, come il capitano Lorenzo Insigne, il miglior realizzatore della storia del club Dries Mertens e il leader difensivo Kalidou Koulibaly. L’intuizione si è rivelata invece la svolta definitiva, grazie all’arrivo di nuovi innesti che hanno migliorato il rendimento della squadra, permettendole il salto di qualità definitivo.

«Voi mi avete sempre detto: vogliamo vincere. E abbiamo vinto!»
Aurelio De Laurentiis

I protagonisti sul campo

Il Napoli ha ottenuto la vittoria soprattutto grazie a uno spumeggiante e collaudato gioco di squadra. Tuttavia, ci sono state alcune personalità che hanno lasciato il segno più di tutti sul campo. Il protagonista è stato senza dubbio Victor Osimhen: il centravanti nigeriano alla sua terza stagione in Italia, la prima senza gravi infortuni, si è preso il ruolo di finalizzatore implacabile della squadra. “L’attaccante mascherato” ha già eguagliato il primato di reti realizzate in Serie A da un calciatore africano, sia in una singola stagione sia in termini assoluti.
La scintilla è però arrivata da un 22enne georgiano sconosciuto, dal nome dalla difficile pronuncia e su cui nessuno avrebbe scommesso. Si tratta di Khvicha Kvaratskhelia, un misto di tecnica e velocità unico a cui gli avversari non hanno trovato soluzione. L’esterno offensivo ha talmente deliziato con la sue giocate da essere soprannominato “Kvaradona”, in onore della leggenda Diego Armando Maradona.

Partiti i festeggiamenti in città

Intorno alle 22.50 di giovedì, il fischio finale a Udine, che ha decretato l’1-1 tra Udinese e Napoli, ha interrotto il digiuno dal successo durato 33 anni. Ai tempi dell’ultimo trionfo in Serie A prendeva vita la leggenda di Maradona, quando era servito il contributo del miglior giocatore della storia, oggi una figura quasi divina in città, per portare Napoli in paradiso.
Ad attendere il triplice fischio, nonostante la partita fosse in trasferta, allo stadio Diego Armando Maradona c’erano 60mila tifosi a seguire il match sui teleschermi, pronti a celebrare in pompa magna l’imminente terzo scudetto. Fuochi d’artificio, fiumane di gente per le strade, cori assordanti e soprattutto tanta gioia. È questo che si può vedere da ieri sera per la città ai piedi del Vesuvio, dove il calcio è più che uno sport, più di una passione.

«Ci sono persone che riusciranno a superare i momenti difficili della propria vita pensando allo scudetto del Napoli»
Luciano Spalletti

Argomenti

# Italia
# Sport

Iscriviti alla newsletter