Russia e pagamento cedole: i bond in scadenza non sono finiti

Chiara De Carli

22 Marzo 2022 - 16:29

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La Russia paga le cedole agli investitori stranieri: il default è superato?

Russia e pagamento cedole: i bond in scadenza non sono finiti

Il rischio di un imminente default per la Russia sta rientrando. Stando a quanto riferito lunedì da una fonte all’agenzia Reuters, il pagamento della cedola su un’obbligazione sovrana in scadenza nel 2029 è stato elaborato dalla banca competente JPMorgan Chase&Co. In questo modo, la Russia avrebbe scongiurato per la seconda volta negli ultimi giorni, il fallimento. Ieri infatti il ministero delle Finanze ha annunciato il pagamento di 66 milioni di dollari al National Settlement Depository.

Le scadenze russe non sono finite

Durante l’annuncio del pagamento, il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha ripetutamente avvertito che il più grande esportatore di energia al mondo potrebbe essere costretto a pagare in rubli se il suo accesso alla valuta estera fosse bloccato. Solo una settimana fa Mosca effettuava il suo primo pagamento in due cedole in valuta statunitense, la prima volta dopo l’invasione dell’Ucraina avvenuta il 24 febbraio scorso e dopo le sanzioni imposte dai Paesi del G7.

Permane il rischio di fallimento

Due terzi delle riserve di valuta estera del Paese sono stati congelati. Ecco perché i miliardi di dollari di debiti del governo e delle società russe vengono costantemente messi in discussione. Con la certezza dei pagamenti sempre sul filo del rasoio, si nasconde dietro l’angolo la minaccia di insolvenza.
La Russia ha 15 obbligazioni internazionali in circolazione con un valore nominale di circa $40 miliardi. Prima della crisi ucraina, circa 20 miliardi di dollari erano detenuti da fondi di investimento e gestori di denaro al di fuori del Paese.

Attesi altri pagamenti

Il 28 marzo Mosca dovrà versare 102 milioni di dollari e il 31 marzo ha in ballo una scadenza da 447 milioni di dollari. Mentre Il suo più grande pagamento dell’anno - e il suo primo rimborso completo, di 2 miliardi di dollari - è previsto per il 4 aprile. Se la Russia non dovesse effettuare alcun rimborso delle obbligazioni entro i periodi di grazia definiti, o dovesse pagare in rubli quando sono specificati dollari o euro, sarà dichiarata fallita.

Nel mirino anche i debiti delle grandi aziende russe

Non ci sono soltanto le obbligazioni di Stato nel mirino dei trader stranieri, ma anche le aziende russe.
Ad esempio, la società mineraria Severstal Pjsc sta per finire un periodo di grazia per il pagamento di una cedola.
Steelmaker Evraz Group SA, in cui anche Roman Abramovich ha una quota, ha comunicato il pagamento di una cedola di 18,9 milioni di dollari, nonostante il blocco di Société Générale, per problemi di conformità.

Intanto, le società di clearing, Clearstream e Euroclear hanno deciso di non accettare più il rublo, chiudendo le porte ai titoli emessi dai russi e impedendo le transazioni Triparty (impiegato per pagare obbligazionisti).
I gruppi minerari Polyus Pjsc e Russian Railways sono attesi la prossima settimana con pagamenti di cedole

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