Aperta la vendita di ITA Airways, Lufthansa in vantaggio su tutti

Matteo Casari

3 Gennaio 2023 - 16:32

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Tramite un decreto, il governo italiano ha aperto ufficialmente alle offerte per l’acquisto della compagnia aerea nazionale. Lufthansa è ad oggi la principale candidata a rilevare le quote della società.

Aperta la vendita di ITA Airways, Lufthansa in vantaggio su tutti

Il nuovo decreto sulla vendita di ITA Airways è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il che significa che da ora sarà possibile sottoporre offerte per l’acquisizione della compagnia aerea italiana.
Il piano dello Stato, attuale proprietario della società, è di trovare un acquirente disposto a rilevare subito una quota di minoranza, per poi cedere il 100% della compagnia in futuro. Tutti le indiscrezioni vanno in direzione di Lufthansa, che sarebbe stata identificata come l’attuale miglior offerente.

Il decreto che ufficializza la vendita

Il governo italiano si è fatto attendere più del previsto, dato che l’ufficialità dell’avvio del processo di vendita della compagnia aerea nazionale avrebbe dovuto essere pubblicato prima dell’inizio dell’anno. Da adesso, con questo decreto del 2 gennaio, il governo invita ufficialmente a presentare offerte per ITA Airways.
La trattativa sembrava aver preso il volo già durante la scorsa estate, fino a quando il Ministero delle Finanze (MEF) ha definito una serie di richieste obbligatorie ai potenziali acquirenti, che hanno rallentato bruscamente l’iter di vendita. Tra queste figuravano un prezzo adeguato, la divisione delle quote, la governance, il management e riprove della solidità finanziaria degli interessati all’acquisto.

Lufthansa indiziata numero uno

Adesso però si ha l’impressione che la privatizzazione di ITA sia finalmente vicino alla risoluzione. Il decreto infatti pare essere concepito principalmente per una parte in causa: Lufthansa. La compagnia aera tedesca è stata sin da subito interessata all’acquisizione, e quasi sempre considerata come la favorita finale ad aggiudicarsi la società nata dalle ceneri di Alitalia.
Secondo il decreto, gli investitori interessati potranno presentare le loro offerte per acquisire inizialmente una quota di minoranza nel capitale di ITA, mentre nei mesi e negli anni successivi potranno poi aumentare le loro quote. Un percorso simile è stato già affrontato da Lufthansa, con l’acquisizione di Brussels Airlines, oggi sua controllata al 100%.

Gli altri potenziali acquirenti

Il decreto, ora pubblicato ma già approvato dal governo il 22 dicembre e dalla Corte dei Conti il giorno successivo, prevede che la vendita della partecipazione ITA avvenga mediante trattativa diretta. È inoltre limitato alle aziende che hanno già partecipato all’iter di vendita nei mesi passati. I nuovi investitori non sono più i benvenuti.
In particolare, oltre a Lufthansa, sarebbero in gioco la società americana Certares, insieme ad Air France-KLM e Delta, nonché l’investitore aeronautico Indigo Partners. Il gigante dei trasporti marittimi MSC, che inizialmente aveva pianificato un’acquisizione al fianco di Lufthansa, si è nel frattempo tirato fuori dalla corsa.

Le condizioni per il controllo di ITA

Secondo quanto stabilito dal governo italiano, deve necessariamente esserci una compagnia aerea tra gli offerenti, oltre ad un partner europeo. Ciò significa che se Certares fosse ancora interessata a rilevare ITA, una tra Air France o KLM dovrebbe assumere il ruolo di leader. Anche questa è una condizione nuova e decisamente su misura per Lufthansa.
È probabile che un passaggio sia rilevante per il colosso tedesco anche per quanto riguarda il controllo della compagnia aerea: anche se il Ministero delle Finanze dovesse mantenere prima una quota di maggioranza di ITA, il partner industriale è quello che ha il controllo strategico della compagnia. Secondo i media italiani, Lufthansa vuole acquisire una partecipazione iniziale del 35-40% in ITA, attraverso un aumento di capitale, per poi portarla al 100% nel medio termine. Non si hanno ancora conferme sul prezzo della trattativa, se non che il MEF ha sempre valutato ITA attorno agli 1,3 miliardi di euro.

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