Sempre più imprese svizzere si tutelano contro i rischi valutari

Matteo Casari

10/01/2023

10/01/2023 - 10:20

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Credit Suisse ha pubblicato lo studio sulle valute estere 2023, basato su un sondaggio a cui hanno partecipato più di 1000 aziende.

Sempre più imprese svizzere si tutelano contro i rischi valutari

Secondo il sondaggio sulle valute estere di Credit Suisse, l’euro rimane la valuta più importante per le aziende svizzere per quanto riguarda gli acquisti, mentre nelle vendite prevale il franco svizzero.
Per la fine del 2023, le aziende partecipanti al sondaggio prevedono che i tassi di cambio EUR/CHF e USD/CHF saranno vicini alla parità.
Circa la metà delle aziende prevede una crescita reale del PIL più bassa per il 2023. Prevedono inoltre che il tasso guida della Banca nazionale svizzera si attesterà all’1,25% alla fine dell’anno.
Nella situazione attuale, circa la metà delle aziende partecipanti al sondaggio effettua operazioni di copertura contro i rischi valutari, un aumento rispetto all’anno precedente. Solo poche aziende si tutelano invece contro i rischi legati ai tassi d’interesse.

L’euro continua ad essere la moneta principale per gli acquisti

Come negli anni precedenti, l’euro rimane la moneta estera più importante per le aziende svizzere: il 49% afferma infatti che l’euro è la principale valuta per gli acquisti. La differenza tra le aziende che forniscono servizi (48%) e le aziende industriali (51%) è minima.
La rilevanza dell’euro è riscontrabile in tutti i settori. Per le imprese importatrici è la valuta più importante per oltre tre quarti dei partecipanti al sondaggio, mentre per le imprese esportatrici il franco svizzero è chiaramente al primo posto con il 50%. Il dollaro statunitense occupa il terzo posto della classifica generale e svolge un ruolo relativamente poco significativo, soprattutto nell’industria e per le aziende orientate alle importazioni e al mercato interno.

Tasso guida della BNS più alto e crescita del PIL più bassa

Le prospettive economiche poco incoraggianti si riflettono nei risultati del sondaggio: circa la metà delle aziende prevede una crescita reale del PIL inferiore nel 2023 rispetto all’anno precedente. Prevedono inoltre che il tasso di inflazione sarà superiore all’obiettivo massimo di inflazione della Banca Nazionale Svizzera (BNS) alla fine del 2023. Mediamente, i partecipanti al sondaggio stimano un tasso guida dell’1,25% alla fine del 2023.
«Con l’inversione di tendenza dei tassi d’interesse e il rischio di un ulteriore aumento dei tassi, la copertura dei rischi relativi ai tassi d’interesse ha assunto una maggiore importanza», afferma Andreas Gerber, responsabile Clientela commerciale Svizzera presso Credit Suisse. Il sondaggio mostra che oltre il 90% delle aziende non effettua alcun intervento di hedging contro i rischi legati ai tassi d’interesse.

La copertura dei rischi valutari sempre più importante

Il 44% delle imprese intervistate ha dichiarato di coprire almeno in parte i propri rischi valutari. Ciò corrisponde a un aumento di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente. In media la quota di copertura è stata del 61%.
Osservando i settori, si nota che nell’industria la percentuale di aziende che effettua misure di copertura è leggermente più alta (45%) rispetto ai fornitori di servizi (41%). Il grado di copertura medio più elevato si trova invece tra questi ultimi (63%). Le aziende che si tutelano contro i rischi valutari sono anche più propense a coprire i rischi legati ai tassi d’interesse.
«Ciò suggerisce che determinate aziende si tutelano al meglio contro tutti i rischi legati ai mercati finanziari, mentre tali rischi non sembrano essere una priorità per altre aziende», afferma Claude Maurer, capo-economista Svizzera presso Credit Suisse.

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