Agricoltori svizzeri in via d’estinzione? In un anno chiuse 500 attività

Chiara De Carli

17/05/2022

17/05/2022 - 16:56

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Invecchiamento della popolazione e cambio generazionale fanno diminuire il numero di aziende agricole in Svizzera. Nel 2021 cresce la conversione al biologico.

Agricoltori svizzeri in via d'estinzione? In un anno chiuse 500 attività

Prati verdi e mucche al pascolo. È questa la tradizionale immagine a cui la Svizzera è associata. Una fotografia purtroppo che rischia la via dell’estinzione, almeno secondo quanto emerge dai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica. Dall’indagine dell’Ust risulta infatti che nel 2021 circa 500 aziende agricole hanno cessato la loro attività. Le cause? Invecchiamento della popolazione, cambio generazionale e un richiamo alla terra non più tanto in voga tra i giovani. Nel giro di un anno, le fattorie sono quindi passate da 49’363 del 2020 alle 48’864 del 2021.

Superficie agricola

Nel 2021 la superficie agricola utile (Sau) in Svizzera aveva un’estensione di 1’042’100 ettari. Era composta principalmente da prati naturali e pascoli (606 900 ha, ovvero il 58% della Sau totale). I campi occupavano 395’500 ha (38%). Tra gli altri terreni coltivi (3’700 ha; 4%), la superficie viticola occupava 13’500 ha e i frutteti 6900 ha.

Cala la coltivazione di patate e barbabietola da zucchero

Nel 2021 i cereali occupavano 146’400 ha, segnando un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, quelli che hanno registrato l’aumento maggiore sono stati il frumento (+5%), l’avena (+7%) e la spelta (+12%). Per il mais da granella, invece, dopo due anni di crescita si è rilevato un leggero calo (–2%). A causa della diminuzione della domanda di patate fritte, la superficie coltivata a patate è stata ridotta a 10’700 ha.
Il numero di coltivatori di barbabietole da zucchero è diminuito (–6,6%) ed ha coltivato una superficie di 16’200 ha, in calo dell’8% rispetto all’anno precedente. Nel 2021, i terreni adibiti all’orticoltura in pieno campo, in crescita sostenuta, hanno raggiunto il picco storico di 12 ’400 ha. La superficie coltivata a soia (2240 ha) ha registrato una progressione del 10% rispetto al 2020, in particolare quella biologica, come conseguenza delle nuove direttive sul foraggiamento. Va inoltre notato che nel 2021 la canapa (199 ha), una coltura di nicchia cresciuta regolarmente negli ultimi anni, ha registrato un netto calo (–31%).

Agricoltura biologica

La superficie agricola biologica ha continuato la sua curva ascendente fino a raggiungere i 181’400 ha, il che corrisponde al 17% della Sau. L’aumento dell’agricoltura biologica è stato particolarmente marcato per le superfici viticole (2240 ha; +461 ha), che, nell’arco di quattro anni, hanno visto raddoppiare la loro quota di marchi biologici.

Aziende agricole ancora in calo

Nel 2021, in Svizzera si contavano 48’864 aziende agricole, pari a una diminuzione dell’1% rispetto al 2020. Mentre le aziende con una superficie tra i 10 e i 20 ha sono diminuite (–2,8%), quelle di oltre 30 ha (+1,3%) sono aumentate. Nel 2021, un’azienda agricola coltivava una superficie media di 21,3 ha. Sempre più aziende (7670) praticano la produzione biologica.

Persone impiegate nel settore

Nel 2021 le aziende agricole hanno dato lavoro a 150’200 persone (2020: 149 500), il 12% delle quali di nazionalità straniera. I familiari costituivano più dei tre quarti della manodopera totale. La maggioranza delle persone attive (56%) lavorava a tempo parziale. Il 6% delle circa 54’700 donne che lavoravano in aziende agricole ne era a capo.

Capi bestiame

Nel 2021, dopo sei anni consecutivi di calo, gli effettivi delle vacche da latte si sono stabilizzati (–0,2%). Il numero delle aziende con vacche da latte ha continuato a diminuire, mentre la dimensione media delle mandrie è aumentata. Nel 2021, il numero di aziende produttrici di latte biologico (3340) è rimasto pressoché invariato, confermando la tendenza osservata dal 2018. Al contempo, l’interesse degli agricoltori svizzeri per l’allevamento estensivo di bovini da carne, in particolare di vacche nutrici, ha perdurato anche nel 2021 (+2,8%). Per quanto riguarda l’allevamento ovino (+1,6%) e quello di capre (+3%), erano localizzati principalmente in piccole strutture con greggi costituite da non più di 20 animali. Più di un quarto degli ovini e delle capre era allevato in aziende biologiche.
Nel 2021 il numero di suini è cresciuto dell’1,3%, contrastando il calo in atto dal 2015. L’allevamento di suini biologici è rimasto contenuto, rappresentando solo il 2,7% del totale.
L’allevamento di pollame ha continuato la sua crescita (+1,1%), ma con un ritmo meno rapido rispetto al 2020. Più in dettaglio, gli effettivi di galline ovaiole sono rimasti stabili. Il 20% di questi effettivi è stato allevato con un marchio biologico. Per quanto riguarda poi i polli da ingrasso, il loro numero è aumentato dell’1,3%, in risposta all’incremento della consumazione di pollame di provenienza svizzera.

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