UBS: alleanza strategica con Banco do Brasil, ma gli ecologisti non ci stanno

Gabriele Stentella

22 Giugno 2021 - 10:04

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UBS ha appena siglato un’alleanza strategica con il Banco do Brasil, ma molte ONG hanno già aspramente criticato questa scelta. A cosa si devono tali resistenze?

L’istituto di credito zurighese UBS ha recentemente concluso una partnership molto importante con il Banco do Brasil, che oltre a essere una delle più importati banche brasiliane detiene anche il primato di essere una delle istituzioni bancarie più antiche del continente americano (la sua fondazione risale al 1808).

Lo scopo principale di questa alleanza tra banche ha come fine il rilancio di una vasta strategia d’investment banking, ma purtroppo alcune ONG e gruppi di attivisti per l’ambiente non hanno risparmiato dure critiche alle scelta messa in campo dai vertici di UBS, rei a loro detta di aver scelto un partner finanziario coinvolto in una serie di operazioni di impronta anti-ecologista.

Cosa è successo nel dettaglio? I piani di UBS rischiano di essere minati seriamente dalle proteste degli ecologisti?

Accordo UBS-Banco do Brasil: luci e ombre delle partnership brasiliane

Già lo scorso dicembre i vertici di UBS avevano manifestato l’intenzione di entrare con maggior peso nello scenario economico-finanziario brasiliano, amministrando i grandi patrimoni aziendali di colossi operanti nel settore primario e secondario.

Dopotutto UBS è affiliato da oltre 9 mesi all’Associazione brasiliana dell’agrobusiness (ABAG), della quale fanno parte anche JBS, multinazionale con sede a San Paolo leader della lavorazione delle carni, e la statunitense Cargill, società attiva nella produzione e commercio di sementi e altre materie prime.

JBS e Cargill sono state più volte accusate dagli ecologisti di aver finanziato la deforestazione e una serie di pratiche commerciali discutibili, oltreché di aver messo in pratica atteggiamenti intimidatori nei confronti di organizzazioni sindacali che avevano denunciato le condizioni lavorative in alcuni stabilimenti brasiliani e statunitensi.

Bisogna tener conto del fatto che il Brasile è attualmente il primo produttore al mondo di carne bovina e soia, legume che viene coltivato in un’area grande nove volte il nostro paese. L’agrobusiness è inoltre un pilastro dell’economia brasiliana, dato che rappresenta circa il 25% del PIL nazionale.

UBS rassicura sull’applicazione delle norme ambientali, ma nuove accuse arrivano anche dal quotidiano brasiliano "O Eco"

UBS fino a ora si è sempre difesa dalle accuse che la vedrebbero finanziare società dedite a pratiche anti-ecologiste e anti-sindacali. In una nota i vertici della banca zurighese hanno infatti affermato di applicare, assieme a Banco do Brasil, tutte le normative previste in materia di tutela ambientale.

Nonostante ciò, il quotidiano brasiliano vicino agli ambienti ecologisti "O Eco" sembra muovere a UBS nuove accuse che la vedrebbero tra i finanziatori del Presidente Jair Bolsonaro, personaggio che in più occasioni ha manifestato idee contrarie all’ecologia.

Ovviamente anche in questo caso i vertici di UBS hanno rimandato queste accuse al mittente.

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