Truffe Bitcoin in Ticino: scopri come funzionano per evitarle

Mario Morandi

14/10/2021

14/10/2021 - 14:11

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Le recenti raccomandazioni della polizia svizzera per evitare di incorrere in una truffa Bitcoin in Ticino

Truffe Bitcoin in Ticino: scopri come funzionano per evitarle

Sono diverse le segnalazioni in Canton Ticino di persone che hanno ricevuto una e-mail in lingua tedesca, con diversi errori di grammatica, nella quale gli veniva richiesto di effettuare un pagamento in 1.000,00 dollari in Bitcoin.

I truffatori del web sono quindi nuovamente in azione: l’indiscrezione è stata rivelata niente di meno che dalla polizia cantonale. L’obiettivo di questa tipologia di truffatori del web è sempre il medesimo: sottrarre denaro in modo illecito alle persone. Questo tipo di truffe sono già ben note alle autorità a partire dal 2019.

I truffatori seriali che praticano il “phishing”

Gli autori di questa tipologia di truffe online denominata in gergo tecnico “phishing”, tendono ad inviare una notevole quantità di messaggi e-mail, invitando con notevoli pressioni le persone ad inviare soldi ed attendendo che qualcuno abbocchi. L’obiettivo dei truffatori è ovviamente quello di fare il maggior numero possibile di vittime.

Il principale stimolo utilizzato dai truffatori per influenzare le potenziali vittime ed estorcere loro denaro è quello di vantare il possesso di registrazioni che attesterebbero le visite delle vittime a siti pornografici o mentre compiono atti e rapporti sessuali.

Come è facilmente intuibile, gli estorsori minacciano le vittime di inoltrare le immagini incriminate ai contatti della rubrica della vittime stesse, o ancora a conoscenti o addirittura al datore di lavoro.

Ovviamente i truffatori non sono affatto in possesso di alcuna immagine presunta della vittima e di alcun materiale compromettente.

Tanto premesso, le autorità della polizia cantonale invitano gli utenti alla massima prudenza ed attenzione durante la navigazione in rete, fornendo alcune raccomandazioni specifiche:

  • Diffidare sempre delle e-mail ricevute, delle quali non si conosce l’indirizzo del mittente (è sempre importante evitare di rispondere a queste e-mail)
  • Diffidare altresì delle e-mail ricevute senza sollecitazione. Nei più comuni casi di phishing, il truffatore tende a sfruttare indirizzi di ditte autorevoli o degne di fiducia.
  • Non dare mai seguito ad alcuna richiesta di pagamento o estorsione.
  • Usare sempre la massima prudenza quando si riceve una e-mail nella quale viene richiesta una determinata azione da parte del soggetto ricevente, minacciando querele penali, perdite patrimoniali, blocco del conto corrente, disgrazie o occasioni mancate.
  • Non aprire mai una e-mail sospetta, i link contenuti in essa, ed in particolare i file eseguibili .exe
  • Mantenere sempre aggiornati il sistema operativo e le applicazioni del vostro pc o Chromebook e cambiare frequentemente le password che utilizzate per la navigazione.

Da ultimo la polizia cantonale consiglia di provvedere a scollegare la webcam dal pc, quando essa non viene utilizzata. Scollegando lo strumento si impedirà la registrazione fraudolenta di immagini di chi si trova davanti o nei pressi del pc, effettuata grazie all’installazione di un virus scaricato inavvertitamente.

Altri casi di truffe con criptovalute in Ticino

In passato la Procura ticinese ha indagato per altre truffe messe in atto con l’ausilio delle criptovalute. A tal proposito vogliamo citare un interessante caso nel quale la criptovaluta è stata utilizzata per occultare il provento di un raggiro.

Vittima del raggiro è stata in questo caso una signora residente nel Luganese. Quest’ultima era alla ricerca di un appartamento da affittare. I truffatori hanno dunque provveduto a contattare la Signora, proponendole un’interessante proposta di locazione.

Per bloccare l’appartamento la Signora avrebbe dovuto versare l’importo di 2.000,00 Franchi su un conto corrente indicato dai truffatori stessi, ma che non apparteneva a questi ultimi.

Il conto corrente apparteneva invece ad una persona con la quale i truffatori si erano precedentemente accordati per l’acquisto di bitcoin.

Il titolare del conto corrente (cittadino svizzero residente nel Canton Zurigo) ha così incassato la somma concordata, mentre i truffatori hanno ricevuto il compenso equivalente in criptovaluta. Dopo aver sottratto la cifra di 2.000,00 Franchi alla Signora del Luganese, i truffatori hanno fatto perdere le proprie tracce.

La prima class action partita dal Ticino per una controversia legata alle criptovalute

Lo scorso luglio 2021 è stato incardinato in Canton Ticino il primo contenzioso proposto da più attori, per una controversia legata alle criptovalute: prima di questo precedente non era mai stata proposta un’azione legale congiunta relativa ad un problema di investimento di criptovalute.

L’obiettivo degli attori del contenzioso è quello di farsi rimborsare i capitali investiti e perduti su una piattaforma online.

Secondo quanto sostenuto dai privati che hanno intrapreso l’azione legale congiunta, il grande colosso digitale citato a giudizio, avrebbe causato agli investitori la perdita di parecchi soldi a causa di un tweet che ha determinato importanti oscillazioni del mercato.

La piattaforma avrebbe poi sospeso l’accesso al sistema per svariate ore, senza fornire agli investitori alcuna giustificazione formale e motivata. In tale circostanza gli utenti si sono trovati nelle condizioni di non riuscire più ad accedere ai propri contratti futures.

La class action è stata adita in primis da alcuni investitori ticinesi, ai quali si sono in seguito aggiunti altri investitori italiani ed internazionali.

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