Lituania: trovato software per la censura negli smartphone cinesi

Gabriele Stentella

23 Settembre 2021 - 08:26

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Le autorità della Lituania hanno lanciato l’allarme riguardo un software scoperto in alcuni modelli di smartphone cinesi. Si tratterebbe di un dispositivo per censurare contenuti nei motori di ricerca.

Lituania: trovato software per la censura negli smartphone cinesi

Che in Cina esistano software o funzioni che tengano sotto stretto controllo i risultati della barra di navigazione è un fatto appurato. Diverso è però il discorso in Europa o in tutti gli altri continenti in cui la vendita degli smartphone cinesi continua a registrare importanti progressi.

Si ricorda che nei mesi scorsi la cinese Xiaomi ha largamente superato le rivali Apple e Samsung per quantità di dispositivi venduti in Europa, mostrando un’attrattività senza precedenti per un marchio cinese.

La continua diffusione dei dispositivi cinesi ha però da tempo destato preoccupazione tra una parte dell’opinione pubblica a causa della possibile manipolazione dei dati sensibili degli utenti. Dalla Lituani proviene l’ennesima notizia destinata ad avere un certo eco tra chi guarda con titubanza alle tecnologie del Dragone.

Vediamo cosa è successo e quali conseguenze potrebbe avere per i marchi cinesi incriminati.

Software di censura presente in smartphone Huawei, Xiaomi e OnePlus

Con un comunicato ufficiale il Ministero della Difesa lituano ha invitato la popolazione della piccola repubblica baltica a non acquistare tre modelli di smartphone cinesi, o eventualmente di provvedere alla loro sostituzione se possibile. I marchi incriminati sono Huawei, Xiaomi e OnePlus , e i modelli oggetto di tali raccomandazione sarebbero P40 5G, il Mi 10T 5G e l’8T 5G.

In questi tre modelli sarebbe stato trovato un software per la censura di contenuti online, ancora non attivato ma pronto per l’attivazione a distanza. Il funzionamento di questo software sarebbe piuttosto semplice: la censura colpisce keyword giudicate pericolose e ne impedisce la visualizzazione sui motori di ricerca. Ne segue che cercando frasi come ad esempio "Tibet Libero", "Proteste a Hong Kong" o "Persecuzioni degli Uiguri" i motori di ricerca potrebbero non permettere la visualizzazione di contenuti correlati.

Come premesso, per il momento tale software non sarebbe stato attivato, ma le autorità lituane temono possa essere presente anche in altri prodotti cinesi come tablet o PC.

I dissapori tra Cina e Lituania

Tra Cina e Lituania negli ultimi tempi i rapporti non sono molto amichevoli.
Infatti lo scorso mese il governo cinese aveva chiesto a quello lituano di considerare il ritiro temporaneo del proprio ambasciatore, dato che anche quello cinese a Vilnius sarebbe stato prossimo al ritiro.

All’origine di tutto ci sarebbe stata la posizione che il governo lituano avrebbe preso nei confronti di Taiwan, l’isola sede della controversa Repubblica di Cina, non riconosciuta dalla maggioranza dei paesi ONU e considerata dalla Repubblica Popolare Cinese come una sua provincia ribelle. Sebbene la Lituania non riconosca formalmente il governo di Taipei, ha recentemente autorizzato l’insediamento di una rappresentanza proveniente dall’isola.

Ciò che non è piaciuto a Pechino è il nome utilizzato per indicare questa rappresentanza: "Ufficio di rappresentanza di Taiwan". Il governo cinese non ha mai gradito l’utilizzo di questo nome.

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